Alcuni viaggi difficilmente possono essere dimenticati e lasciano un segno profondo nel cuore di chi li ha vissuti. In questa categoria rientrano a pieno titolo le esperienze a cui hanno partecipato, in due momenti distinti dell’estate, alcune nostre residenti e alcuni nostri residenti in Tanzania. Grazie alla collaborazione con Golfini Rossi, onlus che da oltre 10 anni cura progetti solidali in questa e altre zone del mondo, studentesse e studenti delle nostre residenze universitarie hanno potuto offrire il loro aiuto a margine del Workcamp che ogni estate viene organizzato presso l’Abbazia dello Spirito Santo a Mvimwa. A cavallo tra luglio e agosto un gruppo di ragazze provenienti da Capodifaro, Viscontea e Celimontano si sono recate per vivere questa esperienza di volontariato. Il cambio gli è stato dato, nelle settimane centrali di agosto, da un nutrito gruppo di ragazzi di Peschiere, Torrescalla e RUI.

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A Mvimwa le ragazze hanno contribuito principalmente ad avviare un progetto sulla disabilità. L’obiettivo finale era quello di aiutare dal punto di vista i bambini affetti da patologie di diverso tipo e, al contempo, cercare di sensibilizzare i loro genitori sul tema che purtroppo spesso ignorano data la mancanza di strumenti per informarsi. È stato condotto un censimento sulla popolazione che vive attorno al Monastero e per individuare i bambini affetti da disabilità: a loro è stata offerta una visita nell’Health Center oltre che la possibilità di informarsi adeguatamente. Accanto alla parte medica, i bambini e ragazzini venivano accompagnati con attività di vario tipo: da un semplice gioco, fino alla possibilità di disegnare o scrivere. I ragazzi, che hanno dato il cambio nelle settimane centrali di agosto, hanno preso in carico tutti una serie di progetti avviati dal lavoro di Golfini Rossi. Ognuno secondo le proprie inclinazioni e competenze ha dato il suo contributo sotto una luce diversa, anche se alla fine, tutti gli ambiti si attraversavano ed è stato necessario costruire un ottimo spirito di squadra. Tra le altre cose, ci si è occupati della parte medica all’Health Center, di fare un report sulle infrastrutture, di intercettare i bisogni delle popolazioni del posto come acqua, legno e altri generi di prima necessità. E alla fine di un’esperienza così, come spesso capita, si torna a casa con la sensazione di aver ricevuto più di quel tanto che si è dato, oltre che la voglia di ritornare presto.
Asante sana, Tanzania!

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Redazione
Il Team comunicazione di Fondazione Rui, in stretta collaborazione con Residenti e Alumni da tutti i Collegi, vi aggiorna periodicamente sulle principali novità





