15 01 2015 Pubblicato il n. 111 della rivista "Fondazione Rui"

L’apertura internazionale è nel DNA della Fondazione Rui. Quando negli anni Cinquanta si costruì la prima Residenza Universitaria Internazionale a Roma, il progetto era un’assoluta novità: un Collegio connotato dall’internazionalizzazione, cioè aperto a giovani provenienti da ogni parte del mondo. E, successivamente, sono sorte pionieristiche iniziative, dall’orientamento ai servizi alla mobilità, che sono stati veri e propri progetti pilota di quelle che poi sarebbero diventate politiche a livello Europeo.


Oggi la sfida dell’internazionalizzazione apre nuove prospettive: i giovani sono chiamati a far valere le proprie qualità in uno scenario globale, esperienze di scambi, stage o tesi all’estero fanno parte del curriculum degli studenti migliori, le aziende chiedono di saper padroneggiare le lingue e soprattutto di essere mediatori culturali, capire il contesto in cui ci si muove per portare il proprio messaggio.


La Fondazione Rui, con i suoi Collegi, svolge in questo scenario un ruolo fondamentale: educa alla convivenza, al confronto non prevaricante, all’apertura mentale e allo spirito critico costruttivo. Ancora una volta è all’avanguardia facendosi promotrice e parte attiva della rete Europea dei Collegi Universitari di Merito e della rete mondiale degli ‘Student affairs and services’, ospitata ad ottobre al Collegio RUI per il biennale ‘International Global Summit’ di cui leggerete in questo numero.


Le reti sono occasioni di scambio, di crescita, di relazioni, ma anche di diffusione dei valori che animano l’attività della Fondazione Rui: mettere al centro lo studente come persona. Le reti rafforzano la valenza formativa dei Collegi e promuovono il modello collegiale come progetto culturale da mettere al centro delle politiche per l’educazione.


(Editoriale di Vincenzo Lorenzelli, presidente della Fondazione Rui, sul numero 111 della rivista “Fondazione Rui”)



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