Agire Creativo
La parola creatività ha due radici: una latina, creo, che significa 'fare, creare', l'altra greca, κραινω (kraino), che indica l'azione di 'compiere, realizzare'. Per essere creativi, sostiene l'autrice Maria Cinque, non sono sufficienti doti individuali, come l'immaginazione, l'ingegno e il talento, ma occorre anche la capacità di mettere in pratica le proprie idee, di produrre qualcosa di nuovo e utile per sé e per gli altri, restituendo così un senso etico e relazionale all'agire creativo.

Della creatività di solito si percepisce la parte più vistosa, cioè l'estro, la fantasia, la provocazione, e la si ritiene limitata a determinati ambiti, come le arti, la moda, il marketing. Tuttavia la creatività è essenziale anche in altri settori ed è una capacità che, almeno a livello potenziale, tutte le persone hanno, come ha dimostrato un vasto dibattito scientifico sviluppatosi nel corso degli ultimi sessant'anni.

La creatività è un metodo, uno stile di vita, un 'abito' da acquisire: per questo si può anche insegnare. L'agire creativo consente di produrre 'intersezioni' tra saperi diversi ed entrare in contatto con esperienze, attività e culture 'altre', rafforzando la propria identità e aprendola a prospettive multiple. La creatività ha una sua 'logica', è intelligenza connettiva, ovvero capacità di formare connessioni a vari livelli (neuronale, mentale, sociale), ed è una 'risposta che apre', uno strumento per migliorare l'apprendimento, per facilitare le interazioni con gli altri, per forgiare la propria personalità e plasmare il futuro
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