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Testimonianze 


Alcune testimonianze di ex residenti che hanno studiato nei Collegi della Fondazione Rui.

Torrescalla ha significato molto per la mia formazione professionale e umana. Ha significato una continuità con quello che sin da bambino ho vissuto con i miei genitori e che oggi vivo, insieme a mia moglie, con i nostri ragazzi. Responsabilità, sacrificio, capacità di stare insieme e di scherzare insieme, generosità, visione ampia e senso più profondo delle cose: sono tutti aspetti che in residenza è facile sperimentare. E che rimangono ben radicati anche dopo.
Due cose in particolare mi colpirono: tertulie e incontri con personalità di vari ambiti. Dopo il pranzo e la cena, ci si ritrovava per passare qualche minuto insieme. Ognuno raccontava di sé. Era un momento di famiglia che serviva a consolidare amicizie, a conoscersi meglio. Gli incontri con professionisti - imprenditori, banchieri, consulenti, uomini di cultura e di sport - mi hanno dato molto e ancora oggi non ho trovato un contesto in grado di offrire questa opportunità di apertura mentale.
Il modello dei collegi della Fondazione Rui aiuta molto al confronto, anche perché dà l’opportunità di convivere con culture e tradizioni diverse, ma con gli stessi valori.
Torrescalla è un collegio che offre davvero molto per diventare uomini e per affermarsi nel mondo del lavoro. E in più si cresce, ci si diverte e si fanno un sacco di belle amicizie che rimangono. Più di dieci anni fa insieme ad alcuni amici abbiamo costituito l’Associazione Residenti, per poter consolidare attraverso una presenza formale le relazioni e il network sviluppati in decenni di vita del Collegio. Oggi questa è una grande ricchezza che ti permette di ritrovare amici in ogni parte del mondo e di lanciare iniziative di interesse comune».
Marco Giorgino, Ordinario di Ingegneria gestionale al Politecnico di Milano - Intervista su Fondazione Rui n° 102
Da Cuneo a Milano: per me il trasferimento in Viscontea coincise con l'apertura di una nuova finestra sul mondo. La residenza mi assicurò un passaggio sereno dalla tranquillità della mia cittadina d'origine al dinamismo milanese. Si respirava ogni giorno un clima di collaborazione e amicizia, un importante complemento alla vita universitaria che ci ricordava come il successo nello studio e nel lavoro possa essere valorizzato solo nel contesto di uno sviluppo completo della persona. L'esperienza di residenza è un'esperienza a 360°: la vita comune e le riflessioni individuali aiutano a formarsi una personalità forte, con spiccate caratteristiche individuali ma ben inserita nel contesto sociale di riferimento. L'esperienza in Viscontea ha contribuito a fornirmi gli strumenti per fronteggiare le tensioni che ora vivo nel lavoro e nella vita. Punti di riferimento fissi e valori forti sono essenziali per guidare le scelte di ogni giorno.
Silvia Pepino, Executive Director JPMorgan, Londra - Intervista su Fondzione Rui n° 98
Ho toccato con mano come sia stato utile vivere in un ambiente di studio serio, abbinato alla cura per ciascuna persona. Il tutorato degli studenti più grandi o dei laureati con le matricole rappresenta un esempio, poi ci sono gli incontri con docenti e professionisti, le conferenze sui temi culturali: questo impegni veniva molto apprezzato dall'ambiente universitario milanese. Ricordo un ragazzo del mio stesso paese, Caltagirone: maturità ottenuta col voto minimo possibile, atteggiamento un po' da sfaticato più interessato alle motociclette che ai libri. L'impatto con Torrescalla produsse invece un effetto dirompente e il mio amico si laureò brillantemente in Ingegneria in anticipo rispetto ai tempi previsti.
Giuseppe Romeo, Consigliere del Consiglio di Stato - Intervista su Fondazione Rui n° 90
A volte parlo coi miei figli del grande senso di libertà di quel periodo. La Rume ci offriva proprio questo e dava la possibilità di esprimerci, era un senso di autonomia comunque sempre legato alla responsabilità. Sicuramente la Rume ha inciso nella mia formazione personale e professionale perché insieme alla possibilità di stare con altre residenti c'era la possibilità di concentrarsi nello studio con spazi e atmosfera adatti allo scopo. Il senso di responsabilità nel compiere il proprio dovere vissuto alla Rume mi ha rafforzato perché mi è arrivato nell'unico modo veramente efficace che è quello indiretto, attraverso l'esempio, attraverso un'attività culturale che lascia il segno.
Giulia Adamo, già Presidente della Provincia di Trapani, oggi deputato all'Assemblea Regionale Siciliana - Intervista su Fondazione Rui n° 83
Il programma di scambio universitario Unitech permette a studenti d'ingegneria di studiare materie legate ad economia e commercio all'estero. È grazie a lui che sono stato a Torrescalla. Grazie al mio anno a Torrescalla ho fatto delle amicizie molto importanti che durano ancora, anche a distanza di molti chilometri. La vita insieme a 70 ragazzi italiani diversissimi tra di loro mi ha permesso di conoscere bene l'Italia e di imparare l'italiano (e addirittura qualche dialetto). Il dovermi mettere in discussione in un ambiente d'eccellenza mi ha anche insegnato molto su di me. In particolare penso di aver guadagnato molta fiducia in me stesso, riconoscendo allo stesso tempo i miei punti deboli ed i miei limiti.
Per me le tertulie sono state dei momenti bellissimi della giornata per la loro capacità di creare un senso di comunità. Grazie al ritmo di questi incontri, ho potuto conoscere veramente tutti i residenti, anche quelli che normalmente non frequentavo durante la giornata. Mi ricordo soprattutto delle feste di compleanno e degli sketch che organizzavamo. Anche gli incontri con professionisti mi hanno colpito molto e penso di non averne perso neanche uno. Uno dei punti di forza di Torrescalla è come riesce a mettere gli studenti in contatto con il mondo del lavoro - un compito che l'università non riesce a fare sufficientemente.
Avendo vissuto all'estero per molto tempo, sono convinto che l'eterogeneità dell'ambiente in cui una persona si trova arricchisca le esperienze in maniera considerevole.
Torrescalla ti offre tantissime opportunità di crescita sia professionale che personale. La convivenza con tanti ragazzi di età diverse ti permette di fare amicizie vere e di orientarti bene negli studi e nel lavoro. Il "network" che ti crei in questi anni ti durerà per una vita e una volta uscito ti rimarranno tanti ricordi bellissimi di feste, viaggi e momenti indimenticabili.

Daniel Thull, Strategic Sourcing Manager, Marketing Services per Johnson & Johnson - Intervista su Fondazione Rui n° 102

Alcuni dei presupposti della mia attività scientifica nascono dal lavoro metodico che ho potuto svolgere quando ero residente alla RUI., ma anche dalle amicizie sviluppate lì, mi riferisco in particolare a Duccio Macchetto che era venuto dall'Argentina per studiare Fisica, col quale abbiamo collaborato per molti anni e stiamo ancora collaborando. Alcuni dei miei collaboratori più stretti sono stati residenti alla RUI dopo di me: mi auguro che la RUI continui a lungo questa sua grande missione.
Remo Ruffini, astrofisico - Intervista su Fondazione Rui n° 86
Torrescalla: è rimasto in me tanto, molte amicizie saldissime ed esemplari, una maturità nell'osservare e nel decidere sulle evenienze del mondo, una visione del mondo precisa e generosa che spicca nel pensiero contemporaneo. Mi è rimasta moltissima voglia di intraprendere, uno stile distintivo, soprattutto nei comportamenti e nelle situazioni più usuali, un senso di gratitudine e la visione di un tragitto perseguibile.
Innocenzo Rifino, designer Studio HABITS - Intervista su Fondazione Rui n° 94
Musicista, compositore, è stato per quattro anni, dal 2004 al 2008, batterista di Alexia. Oltre a comporre musica, anche negli Stati Uniti (ha prodotto un disco a San Francisco) Lorenzo, 29 anni, si occupa di comunicazione e marketing. Si è laureato a Verona in Lingue e Letteratura straniera. E negli anni dell’università è stato residente a Pontenavi.
Cosa ti ha lasciato di più?
Si organizzavano corsi di economia molto interessanti. Quello determinante per la mia professione è stato in particolare quello di Alessandro Cozzi “dalla leadership gerarchica alla leadership partecipativa” . Concetti che ho trasferito in tutti i settori in cui mi sono trovato. Per raggiungere gli obiettivi si lavora in team. Per essere un buon leader devi capire le potenzialità dei tuoi collaboratori e esaltarle, far sentire tutti importanti. Più che sottometterli, far sentire tutti partecipi del progetto. Gli obiettivi sono comuni e si raggiungono meglio. Virtù come l’umiltà, la capacità di comprensione anche dopo gli sbagli, per crescere insieme, ti aiutano a vivere meglio e con grande autorevolezza la tua professione.
Lorenzo Altieri, musicista e compositore - Intervista su Fondazione Rui n° 102
Sono stata in Viscontea tutti gli anni universitari dal 1999 al 2005, quindi 6 anni. Ho studiato Ingegneria gestionale al Politecnico di Milano e mi sono specializzata, prima con la tesi di laurea e dopo con un master in management sanitario alla SDA Bocconi,. Adesso lavoro presso l’ospedale San Raffaele del Monte Tabor a Milano, mi occupo della programmazione strategica e del controllo di gestione di tre Dipartimenti clinici (Materno infantile, Testa collo e Radiologia).
Formazione al femminile, questo uno degli obiettivi del collegio Viscontea: come si è concretizzato nel tuo caso e come oggi stai vivendo "al femminile" la tua dimensione personale e professionale?
Penso che la formazione professionale e personale debba essere continuamente alimentata, stimolata e coltivata, giorno dopo giorno.... e questo è, a mio parere, il fulcro della formazione ricevuta dal collegio. Occorre però avere una grande consapevolezza di quello che si è prima di tutto come donne, ognuna nella propria unicità di carattere e di vocazione personale. In Viscontea ho avuto modo di vivere con tante ragazze che per me sono state modelli di femminilità e di grande stile sia nella gestione degli studi universitari sia per la serenità con cui hanno poi preso decisioni importanti per la loro vita personale.
Ho frequentato una facoltà, quella di Ingegneria, che rimane un corso di studi poco scelto dalle ragazze e ho visto tanti casi di ragazze che nell’ingannevole tentativo di emergere ed uguagliarsi ai ragazzi hanno perso la femminilità. Oggi per fortuna ho tante amiche e colleghe che sono davvero delle mogli/madri/professioniste “acrobate” che ammiro per la costanza e la passione con cui svolgono ogni compito della giornata e spero un giorno di essere altrettanto brava nel conciliare il lavoro e la famiglia.
L'associazione residenti Viscontea: perché un'associazione e perché farne parte?
Dopo la mia esperienza in Viscontea ho deciso di inscrivermi all’Associazione residenti Viscontea di cui sono il tesoriere già da tre anni. Ritengo che sia una bella opportunità per restare in contatto con le residenti che hanno vissuto insieme a te, ma anche per creare un network di persone, ormai intergenerazionale visto gli anni del collegio, che condividono insieme l’esperienza di aver vissuto in Viscontea. In questo modo si può rimanere anche in contatto con la residenza e supportarne le attività e le finalità.
Roberta Vasques, Organizational Referent all’Ospedale San Raffaele del Monte Tabor di Milano - Intervista su Fondazione Rui n° 102
Ho vissuto alla RUI un paio d'anni, ero venuto a Roma per seguire un dottorato di ricerca in diritto romano. La RUI è il miglior posto in cui sono stato e Roma è la città in cui vorrei vivere se non dovessi tornare in Cina. Qui mi trovo a casa; l'ambiente è cattolico e io, che cattolico non sono, mi sono sempre sentito ben accolto. Ricordo che il direttore mi diede l'incarico di organizzare i festeggiamenti, proprio a me che non so cantare, né raccontare barzellette, non so fare nulla....ma qualcosa poi usciva fuori. È un'esperienza straordinaria convivere con tante persone di provenienza diversa, conoscersi e anche scontrarsi, ma rimanendo sempre amici. Sono rimasto in contatto con molti di loro, ci sentiamo e, quando possibile, ci vediamo.
Lihlong Zhang, East China University Shanghai - Intervista su Fondazione Rui n° 89
La Viscontea è stata per me un punto di riferimento importante nei primi anni di formazione universitaria. Vivere il residenza insegna cosa sia un vero team working: il comitato festeggiamenti, senza dubbio, con la presenza di un capo e di un gruppo di lavoro diversificato a seconda delle abilità di ognuna. Le scadenze da rispettare (i compleanni!!) e la necessità di metterci impegno e costanza. Nella fase di brainstorming iniziale che precedeva l'organizzazione di ogni festa bisognava trovare un accordo tra le varie proposte e scegliere la migliore senza scontentare nessuna.
Maria Mezzatesta, consulente redazionale a Camera Café - Intervista su Fondazione Rui n° 97
È difficile descrivere la ricchezza che si può ricevere in un collegio nel quale vivono ragazze provenienti da luogi e culture diversissime (non parlo solo dell’Italia, il collegio è internazionale) e che frequentano i più disparati corsi di laurea. Nella tertulia si condividevano esperienze e tradizioni. Penso che nessun luogo possa essere così completo dal punto di vista della crescita nelle “competenze sociali”.
Per quello che riguarda i corsi interni, sono tre i corsi che hanno segnato la mia vita professionale lasciando una traccia visibile. Il primo sulla comunicazione verbale e non verbale. Corso completissimo e pratico che mi ha aiutata non solo a saper comunicare meglio, ma anche a conoscere me stessa. Il secondo è stato un corso sulla leadership. Essendo una persona tendenzialmente introversa, ho imparato che ci sono diversi tipi di leader ed ognuno può esserlo con il propio stile. Il terzo corso riguarda la metodologia di studio. Posso dire che questo corso è stato per me fondamentale, mi ha cambiata molto, mi ha appassionata verso lo studio tanto da decidere di proseguire il mio percorso con il dottorato.
In definitiva sono stati tre corsi che mi hanno aiutata a scoprire le mie potenzialità, ad avere più sicurezza, a coltivare l’autostima. Tutto questo con il fine di dare il meglio nel lavoro e fuori, per me stessa e per gli altri.
Perché una matricola dovrebbe a tuo avviso scegliere il collegio per vivere i suoi anni universitari?
La vita univesitaria è un “salto nel buio”. Un’esperienza totalmente nuova. Per di più in un’altra città, lontano dalla propria famiglia e amici.
I rischi del giovane universitario sono tanti, primo fra tutti non riuscire a finire o non finire in tempo o credere di aver sbagliato scelta univesitaria. La condivisione con persone che vivono questa esperienza, l’orientamento pratico e personalizzato con persone specializzate, un clima accogliente e un ambiente di studio aiutano moltissimo.
Un altro rischio del giovane univesitario è quello di o buttarsi completamente sullo studio tralasciando le relazioni, l’ordine, la cura di se stesso, oppure di perdersi nella “giungla” di Milano: tra burocrazie e nuovi amici a volte è difficile trovare la dimensione giusta per dedicare allo studio il suo tempo.
Maria Grazia Gualandi, dottorando in Educazione presso l’Università di Navarra in Spagna - Intervista su Fondazione Rui n° 102
Ho vissuto a Torrescalla negli anni Ottanta: l'aspetto al quale do più valore nella mia esperienza è il fatto che lì non mi sentivo uno dei tanti, un elemento in più nella moltitudine dei residenti. Toccavo con mano ogni giorno una preoccupazione speciale per la mia persona, per i miei studi, affinché mi ambientassi al meglio in Italia, per i miei interessi e per i miei problemi. I responsabili della direzioni ci conoscevano uno ad uno, realmente si viveva in un ambiente di famiglia.
Rolando Ernesto Marin Coto, già Vice Ministro dell'Educazione di El Salvador - Intervista su Fondazione Rui n° 78
 
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